Ricerca

Interpretare senza confondere.

Laddove si ha soltanto documentazione scritta, come nel caso dei più antichi trattati di Scherma, non si può parlare di ""tradizione vivente", ma piuttosto di una espressione specifica e "congelata" nel tempo di quanto può essere stato usanza e sistema di uno o più individui.

Ricostruire un sistema di Arti Marziali da documenti scritti è sostanzialmente un lavoro basato su ipotesi ed approssimazioni di attendibilità, ed occorre avere l'onestà intellettuale di ammetterlo. 
"Conoscere" una tecnica dopo averne letto la descrizione in uno scritto non significa che poi si riesca a realmente applicarla in pratica, tantomeno che se ne capiscano le infinite variabili, e le implicazioni più sottili.

Pertanto, ogni studio che sia votato alla ricostruzione materiale di sistemi perduti, non può essere altro che interpretazione e sperimentazione, delle quali non sempre si può avere una visione univoca. E' perciò una questione di metodo, ed è su questo punto che si vede la vera differenza di qualità tra coloro che si definiscono "ricercatori" di discipline marziali occidentali.

FISAS ha sviluppato perciò la propria precisa ed esclusiva metodologia, come una esigenza necessaria se si vuole creare una didattica che dia risultati validi ed attendibili, e che permetta di effettivamente applicare - non solo studio teorico - quanto studiato ed interpretato.

Oltre alla fondamentale esperienza materiale di marzialista che il ricercatore deve avere, è importante avere una visione organica del sistema che si studia e saperlo collocare nel contesto storico e culturalein cui è stato concepito. L'uomo nel corso della sua storia ha notevolmente cambiato le sue concezioni dell'esistenza e l'interpretazione di un'Arte del passato deve essere influenzata il meno possibile dalla mentalità moderna.

Se consapevole di questo, il ricercatore potrà poi applicare le tecniche ed i sistemi in modo attendibile e consapevole della propria individualità di essere umano che interpreta e sperimenta e di Artista che "vive" e pratica effettivamente quanto per altri è solo astratta teoria.

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I canoni tradizionali, definiti da quegli stili di cui esiste tradizione "vivente", possono essere di aiuto per la comprensione dei sistemi precedenti - assumendo che questi ultimi ne siano l'origine - ma in nessun caso, la ricerca di Fisas accetta ibridazioni e confusioni di stili, o interpretazioni volte a "modernizzare" stili che hanno un senso solo se compresi nella loro forma originaria.

 

Testi di Andrea Lupo Sinclair, riproduzione anche solo parziale permessa solo con l'esplicito consenso dell'autore.

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