Medioevo

le origini della Nobile Arte

Il "Medioevo" non è certo un periodo omogeneo o una realtà immobile e unitaria. Con questo termine generico si usa definire quel lungo periodo seguente alla disgregazione della unità Romana, separatasi in due diversi Imperi, quello d'Oriente e quello d'Occidente, e che vede l'affermarsi del potere ecclesiastico e la graduale costituzione dei regimi feudali fino a quei grandi cambiamenti sociali, culturali e tecnologici che nel XIV secolo ne definiscono la conclusione.

Con il progressivo dissolversi dell'organizzazione imperiale Romana in occidente, popoli provenienti dall'Est e dal Nord quali i Goti, i Longobardi ed i Franchi, e molto più tardi i Vichinghi (in seguito Normanni) portano nuovi usi e costumi tra cui una spiccata attitudine al combattimento individuale e nuove armi.

Esistono alcuni documenti frammentari che ci descrivono qualcosa del maneggio di queste armi: Chansons de geste, Saghe nordiche, miniature, qualche cronaca, affreschi. La concezione comune che nel Medioevo la spada si usasse con violenti colpi di taglio non ha motivo particolare di essere, ma forse è dovuta al fatto che la conoscenza tecnica delle armi era riservata a pochi, e la maggior parte dei combattenti comuni si basasse prevalentemente sulla propria forza fisica, come è caratteristica tipica di chi non ha preparazione tecnica.

Salvo le fonti generiche sopra citate, allo stato attuale della disponibilità di notizie storiche in nostro possesso, fino alla fine del XIII secolo non vi sono vere e proprie notizie scritte sul maneggio delle armi, probabilmente perchè la casta esclusiva della nobiltà guerriera che va formandosi sotto l'autorità della Chiesa - i cavalieri - preferisce la trasmissione orale delle proprie conoscenze ed inoltre non tiene in gran conto la cultura, appannaggio degli ecclesiastici.

La spada più diffusa è quella che definiamo "Normanna": derivazione delle spade Scandinave - Longobarde e Vichinghe - è a lama larga, con una semplice guardia a croce, da impugnarsi con una mano sola; di fondamentale importanza è lo scudo, di varie fogge, abbinato in funzione prevalentemente difensiva sebbene contribuisca attivamente anche alle fasi offensive delle azioni. Il cavaliere medioevale porta poi a fianco un pugnale - il segno distintivo della sua casta - che sa usare molto bene.

La spada in realtà non risulta essere molto utilizzata in battaglia, essendogli preferite armi più pesanti e solide quali mazze ferrate o asce, soprattutto con i famosi Huscarls Normanni. Nel mondo Mediterraneo la lama della spada acquisisce gradualmente una forma triangolare più adatta ai colpi di punta, ricordo dell'antico Gladio, ma ben più lunga e di struttura diversa. Con i secoli, diverrà la "Spada da Stocco".

Dal XIII secolo, in Italia - dove il periodo dei Liberi Comuni sta trapassando in quello delle Signorie - in documenti amministrativi e cronache delle città-stato della Lombardia, Emilia, Toscana si riporta dell'esistenza di "societates" schermistiche per i giovani, ben organizzate e supportate dalle autorità cittadine. Le ricche ed indipendenti città-stato Italiane sono in fase di espansione territoriale ed hanno interesse a formare milizie cittadine di giovani della ricca borghesia. Presto le Signorie andranno a dissanguarsi in continue guerre con i propri vicini e verranno coinvolte nei conflitti tra Papato ed Impero.

Alla fine del XIII secolo appaiono anche evidenze della figura professionale del Maestro d'Arme, legato alla nobiltà o da questa protetto. Principalmente, i maestri di cui abbiamo prove documentate sono attivi nell'area del Friuli. Tre maestri italiani risultano operativi anche a Parigi, intorno al 1290, ma il XIII e XIV secolo, per quanto riguarda la scherma, parlano decisamente in tedesco.

Il primo vero, dettagliato documento scritto sul maneggio di armi proviene infatti da un monastero nel Sacro Romano Impero: è il codice conosciuto come manoscritto I-33, circa del 1280, quando la Germania sta uscendo dal periodo del "grande interregno" causato dalla morte di Federico II nel 1250 e la scomparsa di tutti i suoi eredi. La Germania era stata stravolta dalle lotte civili tra Guelfi e Ghibellini, e non è troppo motivo di sorpresa trovare in quel periodo in un monastero anche un documento che tratta diffusamente di combattimento.

Questo codice manoscritto mostra personaggi in abito monastico, saio, cappuccio e tonsura - ed anche donne - che maneggiano una spada da una mano, di classica forma Normanna, accompagnata da unBoccoliere - un piccolo scudo da pugno - in un sistema assai efficace e pragmatico ma che richiede attenta pratica. Lo stesso anonimo autore ripetutamente dichiara che questo sistema non è quello dei "combattenti comuni". Vi sono ben descritti alcuni basilari di un metodo di Scherma, soprattutto legamenti e trasporti, parate, finte. E' facile che questo documento esprima la codifica di un sistema, quindi l'espressione di una Scuola organizzata oppure di sistemi in voga in ambienti selezionati. Tuttavia, da molti punti di vista lo I-33 rimane un documento oscuro.

Il codice I-33 è in ogni caso il primo documento che attesta un uso della spada per difesa personale e per "monomachìa" (Duello), piuttosto che per il campo di battaglia, sebbene questa differenziazione venga poi definita solo nel periodo rinascimentale. La difesa personale nella vita quotidiana ed il duello civile saranno gli "assi cartesiani" dello sviluppo della Scherma nei secoli successivi; pertanto la differenziazione tra l’uso civile e quello militare non è di poca importanza.

Verso la fine del XIV secolo appaiono infatti trattati e documenti che mostrano una aumentata necessità di studio su come difendersi da aggressioni nella vita quotidiana oltre che per il duello. La instabilità sociale crea insicurezza e necessità di autodifesa. E' prassi comune di organizzarsi in "Gilde" di schermidori, soprattutto in Italia e Germania.

Così la Germania, dove il Sacro Romano Impero sta andando verso la disgregazione - contenuta poi con la grande riforma della Dieta di Worms nel 1495 - nel periodo compreso tra la seconda metà del 1300 e la fine del 1400 produce una certa quantità di letteratura sul combattimento. Vi sono descritte tecniche di spada ma anche di armi in asta, daghe e pugnali, lotta disarmata, duelli in steccato e scontri a cavallo. I combattenti sono rappresentati sia in armatura che in abiti borghesi. E' il caso per esempio dei codiciLichtenauer (1389) e Tallhoffer (1443 - 1467) per citarne due molto importanti.

Nel 1400 iniziano a scrivere di scherma anche Italiani; nella nostra penisola la necessità di difesa personale appare molto forte e marcata a causa della crisi delle città-stato, in questo periodo impegnate in continui conflitti le cui conseguenze si ripercuotono anche al loro stesso interno, fase che poi si conclude con la pace di Lodi del 1454 che darà alle Signorie un periodo di equilibrio che durerà fino alla calata di Carlo VIII di Francia.

Convenzionalmente, il Quattrocento Italiano si considera già il secolo iniziale del Rinascimento, laddove per il resto d'Europa è considerato invece il XVI secolo: tuttavia in questa sezione "medioevo" riteniamo opportuno menzionare il primo trattato apparso in Italia: quello del Friulano Fiore dei Liberi, apparso in Ferrara nel 1410 - ne esistono solo tre diverse versioni manoscritte, la tecnica di stampa, appena inventata, non era ancora nota e diffusa - e che si pone sulla linea principale dei maestri tedeschi, di cui è stato allievo: originario di un paese vicino a Cividale del Friuli è cresciuto in un'area sotto la forte influenza del Sacro Romano Impero.

Fiore dei Liberi segue i canoni definiti dai trattati tedeschi: una raccolta di sistemi con diverse armi, dalle daghe, alla spada, alle armi d'asta e bastoni, al combattimento da cavallo e quello disarmato. Importante è che per definire quattro attitudini basilari che il combattente deve rispettare e saper equilibrare (stabilità, rapidità, prudenza, valore), utilizza altrettanti animali secondo i canoni della simbologia Medioevale, ma di cui non appare l'equivalente nei trattati di scherma tedeschi.

Oltre a tutte le varie armi comunemente in uso, la "novità" in fatto di spade alla fine del XIV secolo è quella detta "da una mano e mezza", o da "due mani", probabile derivazione della pesante "epée d'arçon" dei cavalieri, ma da utilizzarsi nel gioco appiedato, con anche molte tecniche di presa articolare e lotta corpo a corpo. La spada da una mano e mezza è il primo tipo di spada che viene usata "sola" ossia non abbinata ad uno scudo o un boccoliere, come era comune uso nel Medioevo. Questo la porta a dover sviluppare un accurato gioco di lama, che si esprimerà nello studio di guardie, opposizioni, parate e legamenti, molti di questi elementi ad ogni modo già presenti nel Codice I-33, a testimoniare una linea di continuità nei sistemi.

Alla fine del Trecento, l'Italia è in crisi politica, ma sta diventando il centro della cultura Europea. Sarà poi nei due secoli successivi che nel fiorire delle Arti e delle Scienze anche la Scherma troverà la sua definita formalizzazione come una indispensabile pratica dell'uomo di cultura ed espressione di quei principi filosofici e morali che ne uniformano l'intera vita.

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