Mondo antico

Ipotesi e supposizioni

Le fonti in nostro possesso sul maneggio delle armi bianche nel mondo antico sono pochissime, frammentarie, e poco dettagliate, tali da non permettercene una ricostruzione precisa. Tuttavia, da quel poco che ci è pervenuto, è ragionevole supporre che ne esistessero metodi codificati.

Dato che in tutta la storia dell'uso della spada occidentale e di altre armi "manesche" ricorrono continuamente alcuni schemi e principi, possiamo ipotizzare l'esistenza di una linea di continuità, ad indicare che la "scherma" - intesa come sistematizzazione dell'uso delle armi bianche, in particolare della spada, per combattimento individuale - sia più antica di quanto si creda. Soprattutto se pensiamo che le arti umane non nascono improvvisamente dal nulla, ma sono il frutto di lunghi processi di evoluzione. Purtroppo, allo stato attuale delle nostre conoscenze, questa ipotesi rimane solo speculativa.

Le spade occidentali degli albori della storia sono quelle Indoeuropee, di tipo Scitico. Lame piuttosto corte, spesso molto eleganti con la punta rastremata, dapprima in bronzo e poi in ferro, con impugnature antropomorfe o ad "antenne", sono un po' il modello di quello che in seguito sarà l'arma Greca, Celtica e Romana. Non ci è pervenuta alcuna indicazione circa il loro maneggio: le forme delle lame appaiono più adatte a colpi di punta che non di taglio, e la poca protezione della mano richiede di abbinarla ad uno scudo.

Nei duelli Omerici dell'Iliade - forse del IX secolo a.C. forse più tarda - abbiamo descrizioni di combattimenti individuali, ma non vi sono dettagli tecnici e non si fa particolare menzione di spade ma per lo più di lance e scudi. In effetti, nelle prime grandi civiltà Mediterranee, il mondo Acheo e la civiltà Minoica e Micenea (XIX- XII secc. a.C.), poi quello Greco, Sparta e la civiltà Ateniese (VII-IV secc. a.C.), le armi principali appaiono essere quelle d'asta abbinate ad uno scudo. La spada è una sorta di lungo pugnale per corpo a corpo molto ravvicinato, ed è probabile che per questo motivo fosse più importante la conoscenza della lotta, sebbene fonti iconografiche mostrino anche l'uso dell'arma bianca.

Analoga è la situazione dei popoli Italici prima dell'affermazione di Roma, quali gli Etruschi o i Sanniti, e soprattutto dei popoli del Sud Italia, soggetti all'influenza greca. Nell'Italia del Nord in graffiti preistorici della Val Camonica sono mostrati due combattenti in posizioni di guardia, con spade, asce e scudi. Le popolazioni del Nord Italia sono di fatto le stesse del Centro e Nord Europa e probabilmente ne hanno i medesimi costumi.

Molto di quanto ci è rimasto dell'esercizio alle armi dei Greci è forse presente nell'atletica, che nell'antica Grecia era l'allenamento marziale del soldato, poi diviso in differenti discipline. Il gioco agonistico del Pankration Greco-Romano, potrebbe provare anche l'esistenza di sistemi codificati di difesa personale, e non è escluso che proprio il Pankration sia anche la base del maneggio della spada Greca e poi forse Romana, ma anche qui siamo puramente nel campo delle supposizioni.

Nell'equipaggiamento del soldato Romano la spada - inizialmente di foggia greca - dal III secolo a.C. diventa il ben noto "Gladio" da usarsi di punta tra il muro di scudi a distanza ravvicinata, quando le picche - ancora le armi principali - non servono più, e per la cavalleria si adotta la "Spatha", dalla lama più lunga ed adatta a colpire di taglio da cavallo. La spada non è comunque un'arma da difesa personale nella vita civile, dato che non ne è permesso il porto nelle città romane, nè ve ne è particolare necessità.

L'addestramento Romano alle armi è di tipo collettivo: l'intera struttura Romana si baserà sempre sul valore dell'organizzazione collettiva. Tuttavia molte cronache del periodo monarchico e repubblicano di Roma ci descrivono il "duello dei campioni" - due combattenti selezionati che si affrontano in in campo aperto tra i due eserciti schierati - come un metodo abbastanza in uso per risolvere le battaglie, il che fa supporre l'esistenza di sistemi individuali alle armi anche in Roma.

Tra i popoli del centro e nord Europa, in particolare quel complesso sistema di tribù e etnie diverse che va sotto il nome di Celti, la spada ha una forte rilevanza, anche simbolica, eredità dei popoli delle steppe delle prime migrazioni Indoeuropee. Il modo di combattere dei guerrieri celti è riportato dagli storici romani che riferiscono di una predilezione dei Galli al combattimento individuale con la spada, all'uso predominante dei colpi di taglio e di movimenti ritualizzati come in una danza, forse applicazione di precise sequenze apprese in uno specifico addestramento dai tratti anche mistici. Nelle saghe Irlandesi dell'eroe Cu-Chulainn e dei guerrieri Fianna si fa menzione di vere e proprie scuole per guerrieri gestite da Druidi.

La cultura Celtica contribuirà molto a quella visione mistico-magica della spada che è poi entrata nell'immaginario collettivo; in particolare nelle isole Britanniche, nel periodo delle invasioni Sassoni alla caduta del dominio Romano intorno al VI secolo d.C. appaiono leggende di notevole valore simbolico quali quelle della Excalibur e di spade "magiche", molto probabilmente ricordi di miti più arcaici, conservati anche nella cultura Norrena ed in molte aree dei Balcani, ed originario patrimonio dei popoli Indoeuropei nel loro complesso, vero e proprio Archetipo.

Tra il III e il IV secolo d.C. la società romana vede il trasferimento della capitale da Roma a Costantinopoli e il riconoscimento del Cristianesimo come religione di stato. Con il progressivo disgregarsi dell'Impero d'Occidente l'intera struttura sociale europea collassa sotto i colpi delle aristocrazie guerriere germaniche, che ormai compongono lo stesso esercito Romano.

E' possibile che in un periodo di grandi sconvolgimenti ed insicurezze, senza più la Pax Romana a proteggere il privato cittadino, si sviluppino sistemi di difesa personale, magari sintesi di vari stili, anche armati, dei vari popoli che compongono l'Impero, ma neanche di questo abbiamo tracce, neppure nelle opere conservate dai monaci Benedettini, preservatori della cultura europea in quel periodo tormentato. Lo storico Romano Vegezio nel IV secolo d.C. tratta dell'importanza di un buon addestramento - in quel periodo la potenza militare di Roma è in netto declino - ma descrive solo alcuni esercizi basilari per il soldato, senza ulteriori dettagli; di rilievo è comunque la menzione dell'importanza del "colpire senza scoprirsi" che è uno dei fondamenti della teoria schermistica dei periodi successivi.

Con il V secolo d.C. l'impero Romano di Occidente può dirsi scomparso. L'Italia sarà spezzata tra il dominio di Bisanzio (Costantinopoli) e le calate di popoli Germanici quali i Goti (474) e Scandinavi quali i Longobardi (568). I Longobardi in particolare portano delle spade fino a quel momento sconosciute, a lama larga, con un marcato sguscio centrale, piuttosto lunghe e di eccellente forgiatura, e che saranno il modello da seguire nei secoli successivi. Il perfetto bilanciamento di queste spade fa supporre che venissero utilizzate con tecniche più sofisticate di quanto si ritiene comunemente: alcune saghe scandinave che narrano di combattimenti individuali confermerebbero questa idea.

Nel 962 viene costituito il Sacro Romano Impero, in Germania, Boemia e parte dell'Italia del Nord e della Borgogna, ma in realtà i poteri locali, feudali e commerciali, che hanno occupato il vuoto lasciato dalla amministrazione Romana non si riconoscono completamente in questa nuova unità territoriale, osteggiata anche poi dal Papato. Inizia quel lungo periodo storico definito come Medio Evo, dove la spada diventerà il segno distintivo della sua icona principale: il Cavaliere.

Testi di Andrea Lupo Sinclair, riproduzione anche solo parziale permessa solo con l'esplicito consenso dell'autore.

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