Rinascimento

Il periodo della creatività

Nel XV secolo, l'Italia, in decadenza politica, diventa il centro di una rivoluzione intellettuale, frutto di un processo di cambiamento culturale, sociale, economico iniziato fin dall'età Comunale e che influenzerà l'Europa intera aprendo una nuova fase storica. Il "Rinascimento" è un periodo di creatività e conflittualità. La Chiesa si avvia al grande Scisma; vengono meno le politiche di equilibrio, le istituzioni Medioevali e le gerarchie feudali; le nuove idee sulla centralità dell'uomo mettono in discussione il pensiero filosofico e teologico.

La Scherma ben si colloca nella società nuova come strumento di educazione, di sviluppo personale, di osservazione razionale e comprensione teorica, di pratica utilità. Il pisano Filippo Vadi (1482) mostra una notevole attenzione alla didattica e definisce con decisione l'uso delle Armi una "Scienza" dagli importanti risvolti educativi, filosofici e morali e con precisi esercizi formalizzati.

Anche per la scherma il Rinascimento Italiano è il periodo della massima creatività. Nella fase iniziale le tecniche di combattimento mantengono ancora elementi degli stili più antichi ma si gettano le basi pratiche e teoriche dei secoli successivi. Tra l'opera del Vadi ed i nuovi scritti passano una cinquantina di anni: la diffusione dei sistemi di stampa - in particolare nella Serenissima Repubblica di Venezia con i tipi di Aldo Manuzio - permette la pubblicazione di trattatistica di ogni genere, per cui anche di arte delle armi.

Alla fine del 1400 l'esercizio delle armi nella vita quotidiana diventa pratica diffusa, e non solo peculiarità delle "societates" di schermidori dei secoli prima. Vadi tratta per lo più di spada da due mani, ben apprezzata nel XV secolo; tuttavia la spada da una mano era rimasta in uso era si evoluta in versioni più adeguate alle esigenze del combattimento individuale: lunga, sottile, piuttosto leggera e con la punta molto rastremata. Questo tipo di lama si definisce "da Stocco" ed è adottata anche sulle spade da due mani. Dal Quattrocento, la spada "sola" inizia ad avere anche una guardia con maggiore protezione della mano rispetto alla sua sorella Medioevale. La sua versione Cinquecentesca è poi identificata con diversi termini: noi abbiamo adottato quello più comune presso gli storici delle armi: "Spada da Lato".

Di molti maestri operativi in quel periodo ci rimane solo quanto riportato da altri, non tutti hanno lasciato scritti. Il più ricordato è Guido Antonio di Luca, esponente della cosiddetta "Scuola Bolognese", maestro diAchille Marozzo e del Capitano Giovanni de' Medici, il famoso ed eroico "Giovanni delle Bande Nere". La Scherma è considerata un'Arte e gli stessi trattati in cui è descritta sono spesso opere d'arte in sè stesse, con incisioni di gran qualità ed una accurata ricerca linguistica. Trattati come quello del bolognese Achille Marozzo (1517-1536-1568) o di Antonio Manciolino (1531) definiscono un metodo che sarà alla base di tutta la ricerca dei maestri successivi. Camillo Agrippa (1553), Camillo Palladini (1553), Giovanni Dall'Agocchie (1572) Giacomo Di Grassi (1570-1594), Angelo Viggiani (1575), Federico Ghisliero(1587), Antonio Lovino (1590), Vincenzo Saviolo (1595), sono gli autori Italiani che ci hanno lasciato i loro scritti nel Cinquecento.

Una particolare attenzione è posta alle posizioni di guardia, nella prima fase ancora legate ai sistemi Medioevali e poi "riformate" dall'Agrippa, al gioco della lama ricco di legamenti, "sforzi", battute, alla sofisticata interpretazione della parata, al passeggio. Quest'ultimo in particolare enfatizza gli spostamenti laterali - assai utili nel combattimento difensivo in strada e necessari nello stretto spazio del duello giuridico in steccato - al punto da inscrivere tutti i movimenti dei piedi in un cerchio immaginario sul terreno. Assai valida è la concezione del tempo schermistico, con l'elaborazione di sofisticate azioni composite e con l'intuizione del "mezzo tempo", successivamente "controtempo" (da non confondersi con il contre-tempFrancese del 1700).

Caratteristica degli stili Italiani sarà per molto tempo l'uso di abbinare la Spada ad una Daga da tenersi nella mano sinistra, o ancora al Boccoliere, o alla Cappa, eccellenti combinazioni per la difesa in strada; gradualmente però, lo studio della spada "sola" viene considerato come quello didatticamente più valido, e ne viene diffusamente trattato anche l’aspetto simbolico e filosofico. Vengono ancora insegnati, soprattutto dai "Bolognesi", anche i principi della lotta a mani nude, del combattimento con il pugnale, dell'utilizzo di due spade, della spada da due mani e della spada con lo scudo, nelle sue varie forme.

Per ben capire la scherma del 1500 occorre interpretare il lavoro dei maestri Italiani come una fase di ricerca e sperimentazione. Ogni autore del periodo segue una sorta di linea di continuità con i suoi predecessori o con coloro tra essi che più lo hanno ispirato o gli sono stati maestri, ma la sperimentazione è basata più sull'esperienza personale che non su assunti generali stabiliti da altri: ad ogni modo, in tutta la trattatistica del XVI secolo si vede forte l'esigenza di sviluppare un metodo organico e sistematico.

In particolare, il milanese Camillo Agrippa, una tipica figura di "uomo Rinascimentale" dai molteplici interessi e capacità, la cui icona per eccellenza è rappresentata da Leonardo Da Vinci, produce la dimostrazione teorico-pratica di un sistema che riduce le guardie base a quattro principali, enfatizza la "teoria del cerchio" degli spostamenti sul terreno e soprattutto l'importanza dell'arma tenuta sulla "linea" ossia estesa davanti a sè a massimizzare la protezione e sviluppare più velocemente gli attacchi e le azioni a colpire l'avversario mentre entra per attaccare. E' anche ormai ben definita la priorità delle azioni di punta su quelle di taglio e viene concepito anche una sorta di "a fondo" ante litteram. Si sta procedendo a grandi passi verso il XVII secolo.

Alla fine del 1400 l'Italia sta per subire l'urto delle due nuove grandi potenze: la Francia e la Spagna. Tra il 1494 ed il 1515, ben tre diversi sovrani di Francia calano in Italia: Carlo VIII, Luigi XII, Francesco I. Il re Spagnolo Carlo V - nominato nel 1519 anche Imperatore di Germania - ha mire sull'Italia ed il conflitto coi Francesi, che vede anche il triste evento del sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi Tedeschi nel 1527, vede prevalere lo Spagnolo ed il dominio degli Asburgo si estende su Milano, Napoli, la Sardegna e la Sicilia.

L'influenza Spagnola si fa sentire su queste regioni d'Italia, ed ha il suo peso anche nello sviluppo della scherma. E' convinzione di chi scrive che i sistemi Italiani e Spagnoli nel Cinquecento fossero molto simili ed in particolare ben espressi nel lavoro della "seconda generazione" dei maestri Italiani dello XVI secolo, quali Agrippa, Di Grassi, Saviolo, Ghisliero e poi Marco Docciolini (1601) al tramonto del secolo. Tuttavia il Cinquecento non ci mostra certo sistemi definiti e codificati in maniera uniforme. In generale si può dire che in Italia e Spagna si raccoglie un certo sistema "mediterraneo" del combattere, che però nella nostra penisola è anche fortemente influenzato dalle culture del Nord Europa, soprattutto nel settentrione.

Nel 1569 lo Spagnolo Don Jeronimo de Carranza crea, sulla base delle osservazioni del modo di "tirare" degli schermidori del suo tempo, il metodo che chiama "La Verdadera Destreza" e che lentamente va a differenziarsi dai sistemi Italiani, pur mantenendone le stesse concezioni di "tempo". Lo stile sarà poi riformato da un suo allievo, Don Luis Pacheco de Narvaez nel 1600. La "Destreza" sarà lo stile caratteristico della nobiltà Spagnola, verrà codificata in maniera istituzionale e rimarrà virtualmente immutata fino ai primi dell'Ottocento, come stile esclusivo della aristocrazia.

La Germania continua a produrre il proprio concetto di scherma: la valida letteratura tedesca anche nel XV e XVI secolo mantiene l'impostazione "combattiva" dei secoli predenti, con le numerose pubblicazioni che raccolgono tutto il corpus dei sistemi tedeschi e non solo l'uso della spada: lotta, daga, armi d'asta, vari tipi di lame etc. In realtà per la Germania, "fechten" indica la scherma con qualsiasi arma, non solo spada. Anche nelle trattatistica tedesca vediamo notevoli pezzi di arte, tra cui il trattato illustrato da Albrecht Dùrer (1550). Rilevante è Hans Joachim Meyer (1570), che tratta anche di "rappier" ossia la "spada Ropera", termine nato in Spagna ad indicare la Spada da portarsi con l'abito del gentiluomo, cioè la "spada da Lato" Italiana, poi divenuta Striscia.

La tormentata situazione della Germania con le guerre di religione forse è il motivo del perchè le "gilde" tedesche di Schermidori mantengono uno stile che non considera grandi differenze tra l'uso civile e quello militare. La stessa "striscia" alla tedesca avrà sempre una impostazione molto più aggressiva di quella Italiana o Spagnola.

In Francia, unico autore di rilevanza nel Cinquecento è Henri de Sainct Didier (1573), che esprime una semplificazione del sistema di Giacomo di Grassi. La Francia non ha ancora un proprio sistema alla Scherma, che poi si definirà alla fine del XVII secolo, ed è fortemente influenzata dagli autori Italiani. Lovino dedica il suo trattato - alla fine del Cinquecento - al Re Enrico III di Francia e Polonia.

Molto interessante è la situazione dell'Inghilterra, che alla fine del Cinquecento si avvia al proprio Rinascimento, con la Regina Elisabetta. Fin dai tempi del Re Enrico VIII la Scherma era amata come gioco da torneo e diletto dei nobili. La Londra della fine del XVI secolo è una delle città al mondo con il più alto tenore di malavita, e la difesa personale ha una sua notevole importanza. L'Italiano Vincenzo Saviolo, con il suo stile molto caratterizzato, ottiene un certo successo alla corte di Inghilterra, e si guadagna l'ostilità di colui che è a ragione definito il padre dello stile Inglese, George Silver (1599), che esprime il valore della spada Inglese a lama larga più portata ai tagli, in contrapposizione alla spada Italiana, lunga e sottile dove predominante è l'azione in punta.

Nel XVII secolo, l'inghilterra conserverà il dualismo tra coloro che sono influenzati dal modo Italiano e quelli più legati alla tradizionale "Backsword" Inglese. L'Inghilterra avrà sempre una propria interpretazione dei vari stili europei, e fino allo XIX secolo ci sarà una "Via Britannica" alla Scherma.

La fine del XVI secolo mostra uno scenario drammatico: il grande Scisma è compiuto ed i conflitti sanguinosi che ne hanno scandito il processo - tra Riforma e Controriforma - cambiano per sempre ed in maniera violenta lo scenario Europeo.

La diffusione della armi da fuoco, ora efficienti e letali, da una parte, e la maggiore insicurezza sociale, dall'altra, portano la Scherma agli albori del XVII secolo a orientarsi in maniera definitiva verso il Duello tra gentiluomini e la difesa personale in strada, più che per il suo uso sul campo di battaglia, come coronamento di quel processo di differenziazione e specializzazione che era già iniziato fin dal XIII secolo.

Il Seicento vedrà il predominio assoluto dei Maestri Italiani, con i sistemi della più efficiente spada da difesa e da Duello probabilmente mai concepita: la Striscia.

Testi di Andrea Lupo Sinclair, riproduzione anche solo parziale permessa solo con l'esplicito consenso dell'autore.

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